22 agosto 2007
Tutela del patrimonio culturale e ambientale: una priorità del PON Sicurezza
Il Sud del nostro Paese è un museo a cielo aperto e insieme un immenso parco naturale, reso unico dalla ricchezza del patrimonio artistico e dalla bellezza del paesaggio. Ma troppo spesso viene dimenticato, lasciato a se stesso, vittima dell’incuria. O peggio, viene oltraggiato dalle azioni distruttrici e dalle attività illecite delle organizzazioni criminali. Pensiamo al fenomeno degli incendi dolosi, al traffico di rifiuti, alla speculazione edilizia, i cui frequenti e dolorosi episodi hanno visto protagoniste, anche questa estate, numerose aree del nostro Mezzogiorno.
Oggi, però, lo Stato si impone con una presenza importante e preziosa: la salvaguardia dei siti archeologici, dei musei e dei complessi monumentali. Un obiettivo ambizioso che il PON Sicurezza ha deciso di raggiungere attraverso due tipologie di intervento, il monitoraggio e la mappatura del patrimonio, e la sua protezione e vigilanza.
In Basilicata, ad esempio, è stato completato un intervento per garantire la sicurezza dell’area archeologica della Siritide di Policoro e del Museo Nazionale di Metaponto. Inoltre, sono stati avviati interventi per il controllo delle aree del Val d’Agri e della Valle del Sinni. In Calabria sono stati avviati progetti per la sicurezza, protezione e vigilanza delle aree di Vibo Valentia, Crotone e Sibari.
Un sistema di monitoraggio e rilevamento nel Compendio Garibaldino di Caprera è stato realizzato in Sardegna. A Palermo sono in via di ultimazione la ristrutturazione e l’ammodernamento dell’edificio storico dell’Archivio di Stato, mentre a Piazza Armerina, di recente divenuta patrimonio mondiale dell’Unesco, il progetto “Villa del Casale” ha reso possibile destinare edifici e locali ristrutturati a Centri di aggregazione sociale e recuperare complessi storico-monumentali.
La bellezza del paesaggio, la sua varietà e, in molti casi, la totale mancanza di insediamenti urbani rappresentano una delle principali caratteristiche del Mezzogiorno. Monitorare un ambiente naturale come questo non è semplice: per tale ragione sono stati realizzati progetti ad hoc, come ad esempio, l’acquisizione di telecamere “Wescam” a infrarossi. Le informazioni raccolte da questa strumentazione vengono archiviate in una banca dati, la cui consultazione consente una migliore conoscenza e tutela dell’ambiente






