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  • Convegno "I beni confiscati diventano Cosa nostra" Trapani, 18 ottobre 2011 - La sala

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18 ottobre 2011

Trapani, Autorità di Gestione: “I beni confiscati tornano alla collettività”

Nel convegno che si è svolto in Prefettura  illustrati i progetti finanziati dal PON nel territorio provinciale. In tutta la Sicilia sono 95 gli interventi sostenuti dal Programma di cui 25 per recupero di immobili confiscati.

Una comunità di accoglienza per minori, un commissariato di pubblica sicurezza, due aziende agricole, una biblioteca della legalità e un Centro polifunzionale. Torneranno a vivere e a produrre economia legale i beni confiscati alla mafia nella provincia di Trapani grazie al PON Sicurezza. 

Prefettura di TrapaniI progetti finanziati dal Programma nella provincia siciliana sono stati al centro del convegno “I beni confiscati diventano Cosa nostra” che si è tenuto presso la Prefettura. All’incontro, introdotto dai saluti del prefetto di Trapani, Marilisa Magno, sono intervenuti  il Vice Capo Vicario della Polizia e Autorità di Gestione del PON Sicurezza, prefetto Nicola Izzo, e il direttore della Segreteria Tecnico Amministrativa del Programma, Maria Lodovica De Caro. Ad illustrare i progetti finanziati dal PON i sindaci di Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Erice e Campobello di Mazara.

A Marsala, nell’ex residenza estiva del boss locale Francesco Bianco, nascerà una comunità di accoglienza per minori. Ad Erice, un immobile confiscato ospiterà una biblioteca della legalità e un centro di documentazione e studio del fenomeno mafioso. A Mazara del Vallo sarà il commissariato di Pubblica Sicurezza a trovare sede nell’edificio confiscato, mentre a Campobello di Mazara verrà recuperata un’azienda agricola dove lavoreranno soggetti a rischio devianza. A Castelvetrano, una nuova azienda agricola per la produzione di olio nascerà su un terreno confiscato e a Trapani l’immobile strappato al boss Francesco Pace ospiterà un Centro polifunzionale per l’inserimento sociale e lavorativo degli immigrati extracomunitari regolari.

“Il recupero dei beni confiscati rappresenta una delle linee strategiche del PON Sicurezza”, ha dichiarato l’Autorità di gestione del PON prefetto Nicola Izzo. “Riutilizzando questi beni a fini sociali o immettendoli nel circuito dell’economia legale - ha aggiunto - non solo colpiamo i patrimoni dei mafiosi, ma compiamo anche un atto dal forte valore simbolico per l’affermazione della legalità e della presenza delle istituzioni sul territorio”. 

IL PON Sicurezza nelle 4 regioni Obiettivo Convergenza ha finanziato fino ad oggi 54 progetti per il recupero di beni confiscati alle mafie  - Obiettivo Operativo 2.5 -  per un ammontare complessivo di 53.211.519,31 euro. Di questi, 25 progetti riguardano la Sicilia per un importo pari a 18,5 milioni di euro. 

In Sicilia sono stati ammessi a finanziamento complessivamente 95 progetti a valenza territoriale per una cifra che sfiora i 122 milioni di euro. Tra gli interventi che hanno avuto il via libera anche 16 Centri polifunzionali per l’inserimento lavorativo e sociale degli immigrati extracomunitari regolari (19,9 milioni di euro) e 46 progetti che rientrano nell’Obiettivo Operativo 2.8 ‘Diffondere la cultura della legalità’, tra cui 31 campi sportivi rientranti nell’iniziativa quadro ‘Io gioco legale’. Nel trapanese sono stati finanziati ad oggi 4 campetti sportivi, rispettivamente a Pantelleria, Castelvetrano, Vita e Poggioreale.

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