26 agosto 2011
Nel trapanese due beni confiscati tornano alla collettività
Nel comune di Erice e in quello di Marsala, in provincia di Trapani, due beni confiscati alla criminalità organizzata verranno riqualificati grazie alle risorse del PON Sicurezza e destinati a fini sociali. Strappati alla mafia diventeranno luoghi di incontro, di accoglienza, di formazione. In Sicilia, fino ad oggi sono stati finanziati 21 progetti per la riqualificazione di beni confiscati, situati in tutto il territorio regionale.
Ad Erice, verrà realizzato un “Centro giovanile di documentazione della legalità” dal nome simbolico: “Da Cosa nostra a Casa nostra”. Il Centro consentirà lo studio e la conoscenza del fenomeno mafioso e dei suoi devastanti influssi sul tessuto socio-culturale ed economico, nonché di veicolare progettualità, iniziative e buone pratiche. L’immobile, composto da un fabbricato e da un giardino, è stato confiscato a Francesco Pace e si trova in via Tenente Pollina. Al suo interno ci sarà una biblioteca della legalità, con libri, documenti, video e film sul tema. Inoltre verranno promossi incontri e confronti, dialoghi ed iniziative, anche mediante il coinvolgimento di istituzioni ed esponenti della società civile.
In contrada Berbarello, a Marsala, in quella che era la residenza estiva del mafioso locale, Francesco Bianco, nascerà invece una comunità di accoglienza per minori. L’immobile interessato è costituito da due fabbricati con terreno di pertinenza e per la sua ristrutturazione il PON Sicurezza ha stanziato risorse pari a 846.794,10 euro.
Vi nascerà una comunità alloggio educativa-residenziale per minori in situazione di disagio di età compresa fra i 14 e i 18 anni. I ragazzi potranno essere ospitati presso la comunità per un tempo non superiore a 6 mesi. Il programma educativo prevede la realizzazione di un laboratorio attrezzato di meccanica e uno di informatica di base a cui si aggiunge un’attività di sostegno scolastico.






