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10 settembre 2010

PON Sicurezza, Salento: torri della legalità per l'area marina di Porto Cesareo

Gli antichi avamposti diventano ‘vedette’ contro gli attacchi all’ambiente

Le torri erette nel  XVI secolo per difendersi dai Saraceni lungo il tratto di costa che oggi fa parte dei comuni di Nardò e Porto Cesareo diventeranno “vedette” per la salvaguardia dell’ambiente.  E’ questo il progetto presentato dal Consorzio di Gestione dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo nell’ambito del Pon Sicurezza 2007-2013, che ha fra i suoi obiettivi operativi anche la “Tutela del contesto ambientale”.          

 
Le torri si trovano oggi in un territorio che dal punto di vista ambientale è molto delicato: da un lato ci sono le due Riserve regionali della Palude del Conte e della Palude del Capitano, dall’altro l’Area Marina Protetta. Con il progetto del Consorzio che unisce i comuni di Porto Cesareo e Nardò e la Provincia di Lecce, le fortificazioni riacquisteranno l’antico ruolo di difesa. Questa volta contro gli attacchi all’ecosistema compiuti dagli “infedeli” dell’ambiente. L’Area marina protetta di Porto Cesareo è la terza per estensione in Italia con i suoi 16.654 ettari di superficie marina e una linea di costa di circa 32 chilometri. Gli illeciti a danno dell’ambiente sono diffusi: casi di abusivismo edilizio, conferimento abusivo di rifiuti, pesca illegale, caccia di avifauna protetta.


Delle 9 torri esistenti, tre ormai sono inagibili. Le restanti invece verranno recuperate grazie allo stanziamento, in parte proveniente dall’Unione Europea e in parte dal Ministero dell’Interno, di 1,5 milioni di euro. Il  sistema di telecontrollo consentirà un monitoraggio capillare.  L’intero sistema di videosorveglianza, a basso impatto visivo ma ad altissima tecnologia, sarà composto da due Radar per la rilevazione di intrusioni nelle zone interdette della riserva e 6 telecamere con visione diurna/notturna. La centrale operativa sarà istituita presso la sede del Consorzio di gestione Area Marina Protetta. 

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