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30 luglio 2010

Melizzano, Centro di stoccaggio dei Raee nel terreno appartenuto alla camorra

Tv, computer, cellulari. Lo smaltimento “giusto” contro i traffici illeciti della criminalità organizzata.

Due terreni, un capannone e un paio di edifici. I beni confiscati a Salvatore Esposito, camorrista di Castellammare di Stabia, legato ai clan D’Alessandro e Fabbrocino, sono stati assegnati  al Comune di Melizzano, in provincia di Benevento. Grazie al PON Sicurezza verranno utilizzati per la realizzazione di un centro di stoccaggio e lavorazione dei RAEE - Rifiuti apparecchiature elettriche ed elettroniche - e di un’isola ecologica.
Melizzano rientra nell’area della Valle Telesina, confinante con il territorio di Caserta. Come sottolineato anche nella relazione del prefetto di Benevento, si tratta di una zona in cui ditte e imprese raggiunte da interdittiva antimafia nelle province di Napoli e Caserta, trasferiscono la propria sede per sottrarsi a più penetranti controlli delle forze dell’ordine. Nel 2009, secondo i dati forniti dal Comando Provinciale dei Carabinieri, nella provincia di Benevento sono stati denunciati 5.345 delitti. E’ in aumento il numero delle persone arrestate: 356 nel 2009 rispetto alle 314 dell’anno precedente, e delle persone denunciate (2.809 contro le 2.478 del 2008). Dai dati emerge anche la varietà degli illeciti compiuti: si va dall’emergenza rifiuti (26 arresti e 25 denunce), all’abusivismo edilizio (78 denunce e 6 immobili sequestrati), allo spaccio di sostanze stupefacenti. Tuttavia la percezione di insicurezza nel territorio è ancora molto elevata, accresciuta dall’alto tasso di disoccupazione che a Melizzano raggiunge il 21,69%.
Il progetto presentato dal Comune, e finanziato con 2.199.095,85 euro, ha l’obiettivo di creare occupazione contrastando così il potere di attrazione di cui godono le organizzazioni criminali. Questo vale soprattutto se interviene in settori cruciali per i traffici illeciti della camorra, come il ciclo dei rifiuti. Non a caso a Melizzano, sul terreno confiscato ai clan, verrà realizzato un centro per la raccolta di apparecchiature elettriche ed elettroniche: televisori, computer, telefoni cellulari, supporti informatici. L’area di oltre 23mila metri quadri, abbandonata da oltre 20 anni, è in totale stato di degrado. Il capannone già esistente verrà demolito e ricostruito per ospitare l’impianto di recupero dei materiali. Verranno realizzati servizi igienici, cucina e una mensa aziendale. L’iniziativa, coerentemente con le finalità del Pon,  vuole in sostanza essere un motore di sviluppo economico e un’occasione di reinserimento sociale. A lavorare nel centro saranno soggetti svantaggiati e la gestione verrà affidata a una cooperativa sociale no profit.

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