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28 luglio 2010

Vibo Valentia, uno "scrigno di vetro" contro usura ed estorsioni

Il progetto presentato dal Comune prevede anche un centro ascolto e consulenze legali

Uno "Scrigno di vetro" per difendere dal racket e dall'usura i beni preziosi del territorio e le sue attività economiche, fonte di sviluppo, lavoro e ricchezza. E' il progetto presentato dal Comune di Vibo Valentia e approvato nell'ambito del Pon Sicurezza. Il racket delle estorsioni e dell'usura, che colpisce i piccoli commercianti, gli operatori turistici, le piccole e medie imprese, è molto diffuso sul territorio vibonese. Le forme di condizionamento comportano anche l'imposizione di merci e manodopera. Le denunce sui fenomeni estorsivi sono praticamente nulle perché le vittime, per paura e per scarsa fiducia nelle istituzioni, sono restie e denunciare i loro aguzzini.
Il progetto, che rientra nell'Obiettivo operativo 2.4 del Pon Sicurezza "Contrastare il racket delle estorsioni e dell'usura", vuole aumentare presso l’opinione pubblica la percezione di questi fenomeni criminali e sostenere attività di sensibilizzazione, di supporto, di informazione e orientamento che incoraggino la denuncia. In particolare, grazie ai 763.000 euro messi a disposizione dal Pon Sicurezza, cofinanziato dall'Unione Europea, verrà recuperato un edificio pubblico - l'ex convento domenicano "Valentianum" in piazza Santa Maria Maggiore a Vibo - all'interno del quale saranno attivati sportelli antiusura. Sarà presente un centro ascolto e garantito supporto psicologico, consulenze legali ed economico-finanziarie. Nel centro verranno avviate anche campagne di informazione e sensibilizzazione per far conoscere i fenomeni del racket e dell’usura e i conseguenti danni che provocano sull’economia locale.

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